bandiera italiana

L'esperanto nel computer (2)

verkita de Daniele BINAGHI, je lundo 29/06/2009
publikigita en la revuo n° 3/86 (maggio - giugno 2009), en la rubriko Inform@diko

Nello scorso articolo (non l'avete letto? male male male...) abbiamo visto come scrivere in Esperanto sul nostro computer. Questa volta, invece, scopriremo il primo di due programmi (uno per la navigazione in internet, ed uno per la posta elettronica) che parlano in Esperanto! Lo faremo ancora in italiano, per praticità d’uso vostra, e con un sacco di consigli utili...


Fajrovulpo (per navigare)

Ci sono, in rete, decine di siti che fanno liste più o meno lunghe di ragioni per le quali si dovrebbe preferire Mozilla Firefox a quell'Internet Explorer che, molto spesso (sempre, se avete Windows) vi trovate già installato sul computer al momento dell'acquisto: dal minore uso di risorse di sistema, alla maggiore velocità, dalla minore attaccabilità da parte di virus e hacker alla sua maggiore versatilità grazie alle estensioni (vedi riquadro). Tutte probabilmente vere, e tutte - anche prese singolarmente - buone ragioni per lasciar perdere il pupillo di Microsoft. Il motivo per cui interessa a noi, però, è un altro: esiste una versione di Firefox in Esperanto, Fajrovulpo, liberamente scaricabile dall'indirizzo http://www.mozilla.com/eo/" rel="nofollow" target="_blank">http://eo.http://www.mozilla.com/eo/, che permette di navigare in rete utilizzando la lingvo internacia.

Prima domanda spontanea: perché preferire la versione in Esperanto a quella in italiano, dato che siamo italiani? Beh, a parte la soddisfazione, la ragione principale è la sua utilità nel caso abbiate ospiti stranieri esperantisti, oppure portiate il vostro computer ad un qualche incontro/congresso esperantista e vogliate prestarlo a qualcuno che non parla l'italiano.

Seconda domanda (quasi spontanea): ma è proprio necessario scaricare l'intero programma in Esperanto, ed usarlo sempre e solo così? No, in realtà no: una soluzione alternativa è quella di aggiungere al programma in italiano (scaricabile da http://www.mozilla-europe.org/it/firefox/) un'estensione particolare chiamata Quick Locale Switcher (https://addons.mozilla.org/it/firefox/addon/1333), che permette di scegliere la lingua dell'applicativo (vedi figura); a questo punto, manca solo il pacchetto linguistico Esperanto, scaricabile dal sito del gruppo di traduzione di Firefox (http://tradukado.esperanto.org.uy/elsutado.html).

Riavviato il programma, basterà andare nel menu Strumenti -> Lingue e scegliere Esperanto invece che Italiano.

Terza domanda: si può fare di più? Certamente, tramite le già citate estensioni; cercando quelle che hanno a che fare con l'Esperanto, se ne trovano (ad oggi) una decina, di cui qualcuna di interessante:

- Ĉapelisto, per convertire intere pagine web dal sistema -X a quello tradizionale con supersignoj;

- Esperanta Vortaro, correttore ortografico in Esperanto, permette di scrivere in Esperanto all'interno di Firefox (moduli di contatto, blog, chat, commenti ecc.);

- Parolu, per far leggere ad alta voce le pagine web - utile per persone con problemi di vista e per coloro che stanno apprendendo la lingua; in questo caso, ovviamente, vanno installati (da http://tcts.fpms.ac.be/synthesis/mbrola/mbrcopybin.html) anche il motore di sintesi vocale e poi il database di lingua polacca (l'unico che contiene la pronuncia anche delle lettere Esperanto.

Un'ultima utile opzione è quella di aggiungere alla casella dei motori di ricerca (in alto a destra, vedi figura) anche il Reta Vortaro: basta aprire la pagina http://www.reta-vortaro.de/revo/, e poi cliccare sull'icona della casella di ricerca e scegliere Aggiungi Revoserĉo.


Estensioni, queste sconosciute

Le "estensioni" sono piccoli applicativi che possono essere aggiunti a Firefox per aumentarne le funzionalità; essendo il codice di Firefox pubblico, chiunque può creare qualcosa secondo i propri gusti. Il loro numero è ormai enorme (più di 7000 sul sito ufficiale di Mozilla, https://addons.mozilla.org/it/firefox), quindi può essere un po' difficile orientarsi all'inizio. Ecco quindi una scelta di 11 estensioni - da aggiungere a quelle già segnalate nell'articolo:

  • Adblock Plus, per impedire a pubblicità e banner di apparire indesiderate mentre navigate;
  • Colurful Tabs, per avere ogni singola scheda identificata da un colore differente;
  • Dizionario Italiano, per utilizzare il correttore ortografico nella nostra lingua;
  • Download Statusbar, per visualizzare lo stato dei propri scaricamenti in basso invece che in una finestra a parte;
  • FireFTP, client molto carino per accedere a server via ftp;
  • Fission, per vedere lo stato del caricamento delle pagine nella barra dell'indirizzo;
  • IE Tab, per aprire una data pagina in un clone di Internet Explorer, nel caso quella pagina fosse stata ottimizzata per IE o avesse funzioni che "funzionano" solo in IE;
  • PDF Download, per scegliere cosa farne dei PDF che trovate (scaricarli, aprirli in un'altra scheda, stamparli ecc.);
  • ScreenGrab, per salvare come immagini pagine intere o parti di esse;
  • Status-Bar Scientific Calculator, per avere sempre a disposizione una calcolatrice nella barra di stato;
  • Update Notifier, per avere una notifica degli aggiornamenti disponibili per estensioni e temi.

Intervista ad Eduardo Trápani, uruguaiano capo del progetto di traduzione di Firefox

DB: Eduardo, qualche parola su di te?

ET: Ho appreso l’esperanto nel ’98, lingua che è diventata quella della mia famiglia quando ho conosciuto mia moglie. I nostri due figli parlano esperanto dalla nascita.

DB: Tu hai guidato il progetto Fajrovulpo (FV). Che tipo di progetto è? In quanti eravate, quanto è durato?

ET: In realtà, ad iniziare la traduzione fu Edmundo Grimley Evans.  Io presi in mano la cosa… tanto tempo fa, forse cinque o sei anni. Ed è un lavoro che non finisce mai, perché bisogna continuamente tradurre nuove pagine e assicurarsi che le nuove versioni siano pronte: il controllo qualità di FV è molto attento ai dettagli, e se si dimentica di tradurre la pagina in rete o se mancano molti testi del programma stesso la lingua non viene più distribuita. Io mi sono occupato della maggior parte del lavoro, ma varie persone mi hanno aiutato discutendo le traduzioni, controllandole e segnalando eventuali errori.

DB: Come avete collaborato? Avete forse usato una wiki, o qualche altro sistema?

ET: No, in realtà fino ad ora abbiamo sempre usato solo la posta elettronica.

DB: Che difficoltà avete incontrato nella traduzione, e come le avete risolte?

ET: In realtà, la parte più difficile non è stata la traduzione, ma l’apprendimento dell’uso degli strumenti che il progetto Mozilla (che distribuisce FV, NdA) mette a disposizione dei traduttori. Per quanto riguarda invece la traduzione, credo che la parte più difficile sia stata scegliere il nome del programma. “Krozilo”, “retlegilo” o “foliumilo”, tutti sembravano andare bene. Alla fine abbiamo optato per “retesplorilo”. Altri termini, come “geolocation” o “live bookmarks” ci hanno creato delle difficoltà, risolte comunque a suon di discussioni.

DB: Komputeko (il dizionario tecnico di informatica recentemente edito da Espero, NdA) vi inserisce tra le sue fonti; e voi, vi siete appoggiati a qualche dizionario tecnico?

ET: Ovviamente sì: quello di Sergej Pokvroski (Komputada Leksikono, NdA), per cominciare. E poi quello di OpenOffice.org e la stessa Komputeko, oltre al Reta Vortaro; e “La bona lingvo”, dato che non tutte le traduzioni sono tecniche.

DB: Avete dovuto creare nuove parole?

ET: Almeno consciamente, no. Cerchiamo di evitarle quanto più possibile, perché gli utenti devono poter usare il programma nella maniera più facile. Abbiamo però introdotto nuovi significati per parole come “kuketoj” (cookies) e “folioj”. Ovvio, ci rendiamo conto che l’elenco delle parole a disposizione deve ancora maturare, ma saranno gli utenti a scegliere cosa va usato e cosa va scartato; e, proprio per questo, programmi tradotti in Esperanto sono e saranno utili, come modelli – per quanto non completamente accurati – da cui partire. Sarebbe troppo presto, ora, per chiedere all’Akademio de Esperanto di accettare nuove parole; per esempio, potremmo ufficializzare la parola “spamo”, ma mentre alcuni già la usano altri preferiscono ancora “trudmesaĝo”…

DB: Prima dicevi della difficoltà di rispettare le regole del progetto Mozilla. È stato difficile rendere ufficiale l’Esperanto, come lingua?

ET: Con Mozilla non è stato molto facile. Ci hanno “dimenticato” due volte, e per questo non esistono versioni ufficiali 2.x. Ora che ci hanno accettato, e che hanno visto che le traduzioni sono sempre a posto, è tutto più facile: la 3.x è ufficiale e lo sarà presto anche la 3.5.

DB: Domanda da cento milioni: perché tradurre questi programmi? Non sarebbe più facile usarli nella propria lingua madre?

ET: Beh, intanto per fare un po’ di pubblicità all’Esperanto. E per divertirsi, imparare, collaborare. Per mostrare che la lingua è viva, e che la si può usare. Per aiutare altri ad apprenderla. Le lingue minoritarie devono in qualche modo mostrare che accompagnano i cambiamenti del mondo, che sono in grado di adattarsi. E poi, non dimentichiamo che per alcuni l’Esperanto È la lingua madre…

DB: Ci sono altri gruppi che si occupano di traduzioni di programmi? Collaborate?

ET: Tra traduttori discutiamo molto di termini che poi possono ovviamente essere utilizzati in altri programmi; e ci sono molte squadre, ed ancor più individui, che collaborano. Se fate una ricerca in rete, appariranno molti siti che presentano programmi tradotti in Esperanto; spesso però le traduzioni non sono complete, e sovente contengono errori. Notificare la loro esistenza è importante, perché qualcun altro possa controllarli, e contribuire al loro miglioramento.

DB: La versione di Tondrobirdo ancora non è ufficiale. A quando questo nuovo successo?

ET: Non solo Tondrobirdo, ma altri programmi del progetto Mozilla si gioveranno della strada aperta con FV; non appena tale strada sarà divenuta anche tranquilla, senza le inevitabili scosse dei primi tempi, è nostra intenzione cominciare a lavorare seriamente a tali progetti per renderli ufficiali.

DB: Vuoi invitare i nostri lettori a collaborare con il gruppo?

ET: Certamente sì: usate il programma, e segnalateci eventuali errori. Ci sarete di grande aiuto. E non scordate di controllare, di quando in quando, le pagine principali dei programmi che state usando, per scoprire se ci sono novità o nuove possibilità di collaborazione.


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